Elisabetta I e Shakespeare
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Elisabetta I & Shakespeare, una gaia commedia di regine, attori e pirati

Aggiunto da fra

Categorie: Teatro

Campertogno
Tearo Fra' Dolcino,Corso Roma 7, Campertogno
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  • 0163 77122
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Temete già di annoiarvi? Niente paura, i Tudor sanno come divertirsi. Vi racconteremo di una Donna, Elisabetta, la “figlia dello scandalo”: illegittima a tre anni, imprigionata a ventuno e a venticinque dichiarata Regina d’Inghilterra. Una donna che amava gli attori, il Potere e i pirati.
Suo padre si autoproclamò “Papa” per sposare una bella e audace fanciulla, salvo poi cambiare idea e urlare “Tagliatele la testa!”, e mentre la testa della sua seconda moglie rotolava dalla Torre di Londra, il Re correva a sposare la sua ultima fiamma. Per ben sei volte! E la sorella della nostra protagonista? Oh, per il gran dolore decise di diventare una regina cattiva e massacrò il suo stesso popolo che la soprannominò “Maria La Sanguinaria”.
Ma quando Elisabetta divenne regina, fu forte, audace e coraggiosa. E l’Inghilterra, grande (con buona pace di un’Armata creduta “Invincibile”), potente e dotata di un Teatro di Stato. Si, perchè Elisabetta amava il teatro! Lei stessa si definiva “un attore”. Come quel provinciale da lei protetto, “Will” Shakespeare. Un tale che dovette fuggire da Stratford perchè sulla sua testa pendeva una taglia..vi ricordate la canzone?..”rubò sei cervi dal parco del re, vendendoli per denaro”..ecco! Arrivato a Londra, disse: “Mi dedico al teatro!”. E fu assunto come stalliere. Ma William ed Elisabetta non si persero mai d’animo, ed entrambi si scelsero mestieri pericolosi: lei, Regina, tra attentati e scelte difficili, e lui, Re del palcoscenico, tra attacchi puritani e rischi di arruolamenti forzati. E poi, c’è anche un pirata, anzi, un corsaro, detto “il Drago” e….ma perchè non porgere allora le Vostre nobili orecchie al nostro racconto?

Uno spettacolo di e con Francesca Pastorino e Graziano Giacometti. Introduzione: Dott.ssa Piera Mazzone. Audio e luci: Simone Valmacco. Video: Francesca Pastorino e Lorenzo Debernardi

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