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Zoo di Berlino live al Planet Roma

Aggiunto da gnoma84

Categorie: Concerti, Festival, Locali, Musica

via del commercio 36, roma
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In ristampa a sole 3 settimane dall’uscita (1° aprile 2016 per Consorzio ZdB/Goodfellas).
Da 2 mesi presente nei più importanti network radio.
Sulle più prestigiose riviste musicali, cartacee e on-line, interviste e recensioni entusiastiche.
Una band, di musicisti e produttori, rivelazione nella scena indie, che con il suo post prog rock (no vox no guitar) si sta facendo apprezzare in tutta Italia.

HIGHLIGHTS (aggiornate al mese di maggio):

“Psichedelia, rock geometrico a tratti post (…) con la più assoluta libertà di improvvisare e sperimentare soluzioni zappiane non convenzionali. (…) per puntare a Nord, verso il futuro”. Gabriele Pescatore/MucchioSelvaggio

“Esordio fulminante che ha tutti gli elementi per suscitare una certa attenzione. Un infuocato e tecnico mix di post rock, math, sperimentazione e psichedelia (…) con un suono aggressivo e potente, idee negli arrangiamenti sempre avvincenti e ben congeniati: il disco piace veramente dall’inizio alla fine”. Gianluca Polverari/Rockerilla

“Immaginate i NEU che giocano con i KING CRIMSON (…) un misto di furore e saggezza. Lo ZOO affonda la lama ed esprime idee e cuore”. Gianni Della Cioppa – Classic Rock Magazine

“Era da tempo che aspettavo un disco così (…) geni musicali”. Andrea Trevaini – Buscadero

“Lo ZOO di Berlino è un gruppo “Aperto” che pone l’esperienza collettiva al primo posto, dove la musica è il collante culturale, artistico e sociale. Emozioni condivise che fanno capire come la lezione degli amati/vituperati anni ’70 sia stata recepita in modo cosciente e persino ampliata con le capacità professionali di oggi”. Guido Bellachioma – PROG Italia

“Lavorare con loro, nella produzione del mi album solista di piano, “Area, variazioni per pianoforte”, è stata l’esperienza più bella della mia vita”. Patrizio Fariselli (AREA – International POPular Group)

“Un progetto musicale che spazia dal post rock alla musica sperimentale, un lavoro artistico raffinato, eclettico che non si ferma alla ‘sola’ musica”. Inside Art

“Ho apprezzato tutto de Lo Z-fest, ma è stato con Lo Zoo di Berlino che ho capito di non presenziare al solito concerto (prog). Un melange di elettronica, psichedelia, new wave darkeggiante e postrock. Mi hanno fatto l’effetto di una delle prime proiezioni dei Lumiere: sono stato investito da una locomotiva sonora che trasportava vagoni di materiali depistanti (Can, Mars Volta, Joy Division, Pink Floyd e Jesus and Mary Chain). Straordinario il cameo con Patrizio Fariselli degli Area che ha guidato la band dall’Internazionale all’Elefante Bianco”. Riccardo Storti

“L’avanguardia del Rock Italiano! Questi ragazzi sono un orgoglio nazionale! Andarli a vedere dal vivo è già sulla lista delle cose da fare!”. Diego De Franco – Dafenproject

“Suono estremamente pulito non respinge mai chi lo ascolta e, a tratti, si fa come dolce e accogliente, quasi a risarcire quelle parti che dopo essere state ferite necessitano di più cura. (…) la persistenza sotterranea di Rizoma ci si attacca addosso, seguendo appunto quella linea di connessioni imprevedibili fino alla disintegrazione totale.” Francesco Pattacini – L’indiependente

“Ed è agli Area che la mente piacevolmente va: con la sbilenca cover de ‘L’Internazionale’, certo, ma non solo. La cacofonia gratuita di ‘Laogai (1000 Plateaux & Capitalism)’ non può non far pensare a un esperimento di attacco sonoro come quello perpetrato in ‘Lobotomia’ in ‘Caution Radiation Area’ “. Eugenio Zazzara – Nerds Attack

“Carattere internazionale e sperimentale (…) un post rock o progressive rock poco ortodosso e non convenzionale”. Alessandro Sgritta – MEI-web

“Vent’anni di MEI – Meeting Degli Indipendenti (…) se ne sono sentiti di nomi degni di rilevanza (…) ma Lo Zoo di Berlino, furente sia nelle ispirazioni proprie che negli omaggi a giganti quali gli Area e Banco del Mutuo Soccorso”. Gustavo Tagliaferri

“Bella prova ragazzi, diretti e minimali, senza fronzoli e troppe cazzate!”. Egle Sommacal (Massimo Volume)

“Tra le cose più belle di questo Progressivamente, almeno per il sottoscritto, la forza creativa di Andrea Pettinelli Shelving e del suo Zoo di Berlino. Piedi ben piantati a terra ma testa che lavora intrecciando senza sosta suoni e groove. Post prog? In ogni caso, eccezionali”. Paolo Carnelli

“Sono autori di un mix assolutamente unico tra post rock e cose alla Area/Zappa. Un gruppo tra i più interessanti tra quelli da me ascoltati recentemente”. Fabio Zuffanti

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